Intervista – La musica come specchio: Esther

Intervista alla protagonista dell’episodio 269 del 25 ottobre, di #LFMConsiglia.

Classe 2001, Esther è sicuramente uno degli elementi più interessanti del panorama pop/trap emergente.
Dopo il successo dei primi singoli “Arcobaleno” e “Bonsai” con cui ha esordito nel 2020, “Diadora”, rilasciato lo scorso marzo, ha confermato quanto di ottimo lasciato intravedere, con una crescita di consensi esponenziale .
L’immaginario colorato ed eccentrico ed un linguaggio diretto e senza filtri, arricchiti dalla produzione musicale di Sam Lover, rendono i brani di Esther un’espressione artistica contemporanea: una voce che parla alla propria generazione affrontando anche tematiche nevralgiche come bullismo, accettazione di sé e voglia di riscatto, che, nell’ottica della giovane artista, trovano nelle coordinate della trap, della musica urban e del rap, la via migliore per emergere.
Disponibile dal maggio 2021, “Aquiloni” è il suo ultimo singolo, brano con cui l’abbiamo conosciuta nel nostro portale, all’interno dell’episodio 269 di #LFMConsiglia, del 25 ottobre 2021.

In questa intervista, la giovane artista ci racconta un po’ di lei, la sua musica e il suo mondo in generale.
Senza dilungarci troppo, vi lasciamo alle sue parole.

Esther, “Aquiloni” è stato il pezzo protagonista dell’episodio 269 di #LFMConsiglia, a te dedicato. Ti va di spiegarci il significato di questo brano?
“Aquiloni” esprime il concetto di forza e di libertà, infatti il suo sentiment richiama immagini che rappresentano grandi spazi e possibilità: il cielo, l’aria, l’odore del mare; sono tutte forme che vagano nella mia testa e che inducono in me quel senso di leggerezza, di forza, di libertà, di espressione. Soprattutto, rappresenta il passo che volevo fare da tempo, per tutte quelle volte che non sono riuscita ad esprimere le mie intenzioni, per tutte le volte che non ho voluto osare, ogni volta che mi sono bloccata davanti ad un ostacolo. Ho sempre soppresso e tenuto in sospeso i miei sentimenti, perciò adesso, con questo brano, voglio dire basta e volare in alto, finalmente dopo tanto tempo, e farmi valere nel mondo che più mi rappresenta, quello della musica.

“Aquiloni” è già fuori ormai da qualche mese; dalla sua uscita, quali sono stati gli altri  progetti a cui hai lavorato e/o stai lavorando?
Dopo l’uscita di “Aquiloni” non ho mai smesso di lavorare e di scrivere nuovi pezzi. I prossimi inediti rappresentano una Esther più matura e non vedo l’ora di condividerli con tutti voi, di mostrarvi questo lato di me.

Parliamo un po’ di te. Cosa vuol dire per te fare musica?
Fare musica principalmente è un bisogno volontario, grazie ad essa sono riuscita a sbloccarmi, ad esprimere tutto ciò che mi passava e mi passa per la mente. La musica è come uno specchio, sono riuscita a riflettermi e a capire i miei problemi, le mie insicurezze e grazie alla scrittura sono riuscita a sfogarmi, a liberarmi di questi mie incertezze. Ho acquisito molta sicurezza e fiducia in me stessa, dopo che le persone che mi circondavano hanno cercato di togliermi. È grazie alla musica se sono riuscita a diventare quel che sono oggi, la persona che sognavo di diventare, ovvero sicura e decisa.
La musica è magia, riesce a trasformare le cose negative in qualcosa di positivo, fa bene all’anima.

Quando hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere a 16 anni. Prima di allora mi divertivo a cantare cover, ma ad un certo punto ho pensato che non solo dovevo immedesimarmi nei brani degli altri, ma dovevo, anch’io, cercare di far immedesimare gli altri nelle mie parole e mostrare quel lato di me che ho sempre tenuto nascosto. 

C’è un modello a cui ti ispiri?
Ascolto tanta musica e sicuramente mi faccio influenzare dalle nuove tendenze ma generalmente non ho un modello a cui mi ispiro. 

Tra i tuoi pezzi, editi e non, ne esiste uno che incarna, più degli altri, quello che sei tu e la tua arte?
Ogni mio singolo pezzo, edito e non, ritrae e incarna al meglio la mia arte, la mia personalità. Ogni brano rappresenta un pezzo di me e della mia vita.

Con quale artista vorresti collaborare, un giorno?
Ci sono più artisti con cui vorrei collaborare, ma in particolare mi piacerebbe farlo con Ed Sheeran e Drake. Ed lo reputo un grandissimo artista, musicista e anche poeta. Per me è uno dei pochissimi artisti che possiede tutti questi potenziali. Drake, invece, è uno dei massimi esponenti della trap americana e spacca tantissimo.
Dato che il mio genere oscilla tra la musica Trap e quella Pop penso che questi due artisti possano insegnarmi tanto. 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto è quello di vivere di musica, di trasformare questa mia passione in lavoro cercando di allargare sempre di più la piccola family che mi sono creata, vedere tantissime persone che si rispecchino nei miei pezzi e in qualche modo aiutarli come la musica ha fatto con me. 

Che augurio vuoi fare ad Esther?
L’augurio che voglio farmi è quello di riuscire a realizzare tutti i miei sogni, di non mollare mai e di crederci fino alla fine, in questo modo, comunque vada, posso dire di averci provato e di non avere rimpianti. 

Grazie per la bella chiacchierata ed in bocca al lupo per tutto.
Grazie a voi per avermi dato la possibilità di spiegare chi è Esther e la sua arte!

Profilo Spotify dell’artista

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