Intervista – Una direzione precisa: LUK

Intervista al protagonista dell’episodio 397 di #LFMConsiglia (del 5 dicembre 2022), e vincitore del Premio della Critica del mese di Dicembre 2022.

LUK, al secolo Enzo Colursi, è un cantautore napoletano classe 1991.
Inizia a suonare il pianoforte (da autodidatta) ad 11 anni. Nel corso degli anni si avvicina al mondo del cantautorato italiano, nelle persone di artisti come Tenco, Lauzi, Guccini, De Andrè, De Gregori e soprattutto Lucio Dalla (ispirazione per il suo nome d’arte, essendo “LUK” il titolo di una canzone poco conosciuta del cantautore bolognese).
A 17 anni si approccia per la prima volta al mondo del canto, iniziando a lavorare come cantante di pianobar in cerimonie e feste varie. Di lì a poco, a 18 anni, scrive le sue prime canzoni esibendosi anche, piano e voce, in piccoli locali di Napoli.
Nel 2012 conosce Alessandro Freschi e Lorenzo Campese, due giovani cantautori con cui fonda il gruppo Isole Minori Settime. La band resta attiva dal 2013 al 2017 pubblicando due singoli e un EP Live ed arrivando in finale al Premio Fabrizio De Andrè nel 2016. 
Nel frattempo, insieme a Raffaele Bruno, lo stesso Alessandro Freschi, Massimo “Blindur” De Vita e Capone Bungt&Bangt fa parte del progetto Gli Ultimi Saranno, suonando dal vivo nelle varie carceri in tutta Italia.
Dal 2017 Enzo si dedica al suo progetto solista, appunto LUK, approcciandosi alla musica elettronica.
Tra gli importanti traguardi raggiunti negli ultimi anni, nel 2021 risulta tra gli 8 vincitori di Musicultura con il brano “Lune storte” mentre, nel 2022, vince il primo premio Music For Change 13th e la Menzione Speciale Club Tenco con il brano “Numeri”.

In questa intervista l’artista ci ha parlato di tutto questo (e di molto altro), raccontandosi con grande disponibilità.

Partiamo da “Numeri.”, il brano con cui ti abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale. Ti va di raccontarcelo?
Numeri” è una canzone a cui tengo particolarmente. È stata sviluppata durante una residenza artistica di 12 giorni a Cosenza per il Premio Music For Change. Mi è stato assegnato uno degli 8 temi a sfondo sociale individuati dal direttivo di Musica Contro le Mafie. Nel caso di “Numeri“, la tematica è “Migrazione e Popoli“. 
È stato affascinante e complicato scrivere riguardo un argomento così delicato. Ho sentito una grande responsabilità ma sono contento del risultato. È un brano che mi sta portando tante cose belle.

E, grazie a questo pezzo, le soddifazioni sono arrivate, con il primo premio proprio nell’ambito del Music For Change 13th e la Menzione Speciale Club Tenco. Ti aspettavi questi successi?
Ci speravo sicuramente. Credevo nel brano e in tutto ciò che si portava dietro, quindi sono veramente orgoglioso di aver vinto questi premi, soprattutto perché le canzoni in gara erano tutte veramente splendide e speciali come i finalisti che le hanno composte.

Facendo un passo indietro, quando e perchè hai deciso di iniziare a fare musica?
Ho cominciato a scrivere canzoni a 18 anni, prima di allora strimpellavo il piano e cantavo nei pianobar. In quel momento ho sentito l’esigenza fisica di raccontarmi e raccontare ciò che mi era intorno attraverso la musica e le parole. È un bisogno che sento fortemente tutt’ora, ci sono tante cose che voglio tirare fuori.

Quali sono le tappe del tuo percorso, che hanno significato di più per te e per la tua crescita artistica e personale?
Dopo aver cominciato ad esibirmi piano e voce, dal 2013 al 2017 ho fatto parte di un gruppo insieme ad altri due cantautori: Alessandro Freschi e Lorenzo Campese. La band si chiamava Isole Minori Settime e abbiamo suonato tantissimo, fino ad arrivare alla finale del Premio De Andrè nel 2016. L’esperienza con quel gruppo è stata fondamentale per me: ho composto con altre persone, ho imparato a condividere tante cose e per fortuna sia Lorenzo che Alessandro fanno ancora parte della mia vita professionale e privata.
Nel 2020 poi ho pubblicato il mio primo album da solista dal titolo “Nove sigarette” e nonostante quell’ anno sfortunato, quelle canzoni mi hanno portato diverse soddisfazioni, tra cui quella di essere tra gli 8 vincitori di Musicultura nel 2021 con “Lune Storte“.

Stilisticamente, dove collocheresti la tua musica?
Fondamentalmente mi sento un cantautore che prova costantemente a sperimentare nuovi suoni e nuovi modi di esprimere i propri concetti. Ho un approccio classico riguardo la composizione e mi sento molto vicino a quel tipo di cantautorato con cui sono cresciuto ma anche ad un concezione più alternative: le nuove cose vanno in una direzione precisa. Staremo a vedere. 

Quali sono i messaggi, le emozioni, le sensazioni, che vuoi trasmettere i tuoi pezzi?
Ho sempre avuto il bisogno di raccontare cose, sia personali che non, in modo diretto e onesto. Mi piace essere descrittivo nelle cose che scrivo, cercare di far vedere ciò che sto cantando. Ho il bisogno di raccontare ciò che provo sulla mia pelle, i disagi che vivo e che osservo in strada, le cose belle e brutte che mi accadono, l’amore, i fallimenti.

Esistono degli artisti da cui trai ispirazone?
Ce ne sono diversi. Sono cresciuto con i cantautori genovesi, i parolieri classici come Guccini e De Gregori, poi soprattutto Dalla che è il mio punto di riferimento massimo. Amo molto Bersani, Silvestri, Fabi.
Tutti nomi che mi ispirano.

Qual è il tuo approccio alla scrittura? Come nascono i tuoi brani?
Compongo al pianoforte, scrivendo musica e parole contemporaneamente. 

Guardando al futuro, a cosa stai lavorando al momento?
Sto lavorando al mio nuovo Ep e sto cominciando a provare con il nuovo set dal vivo. Non vedo l’ora che queste nuove canzoni siano pronte.

Con quale artista sogni di collaborare un giorno?
Mi piacerebbe molto collaborare con Giovanni Truppi, un artista che amo profondamente per il suo modo di comunicare e per il coraggio di dire cose importanti in maniera estremamente poetica.

Prima di salutarci, ti poniamo una domanda che facciamo a tutti gli artisti intervistati all’interno del nostro portale: feat dei sogni?
Thom Yorke.

Profilo Spotify dell’artista

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