Intervista al cantautore protagonista dell’episodio 744 della nostra rubrica #LFMConsiglia, del 4 dicembre 2025.
Vlady è un artista emergente, un cantautore che intreccia scrittura emotiva e sonorità pop contemporanee. La sua musica nasce da immagini improvvise, ricordi scomposti e verità che affiorano tra le righe, trasformandosi in canzoni dall’immediatezza pop e dal forte impatto narrativo.
Il suo stile, diretto e cinematografico, costruisce un percorso fatto di stanze emotive: ogni brano è un ambiente diverso della stessa casa interiore, un luogo in cui l’ascoltatore può riconoscersi e perdersi allo stesso tempo.
“D’improvviso” (brano inserito nell’episodio della nostra rubrica #LFMConsiglia a lui dedicato), uscito l’1 novembre 2025, rappresenta il primo passo della nuova direzione artistica del cantautore: una scrittura più matura, un’identità più definita e una visione che non ha paura di mostrarsi vulnerabile.
“D’improvviso” è stato seguito, il 29 novembre, da “Farfalle”.
Disponibile, invece, dal 27 dicembre 2025, “Mi cambio d’anima” è il suo nuovo brano. Il pezzo racconta una condizione emotiva sospesa, quella di chi si sente sempre “nel mezzo del niente”, diviso tra l’ascolto degli altri e l’incapacità di ascoltare se stesso. È una confessione lucida, quasi disarmante, che mette al centro la fragilità senza cercare giustificazioni o redenzioni facili.
Il ritornello, ripetuto come un pensiero ossessivo, diventa il cuore del brano: “Mi sento stupido” non è un’autocondanna, ma il riconoscimento di una sensibilità che oggi spesso viene scambiata per debolezza. Il romanticismo, l’attesa, il bisogno di un “brivido” non sono difetti, ma parti vive di un’identità che cambia.
Musicalmente sceglie l’essenzialità. Gli arrangiamenti accompagnano il testo senza sovrastarlo, lasciando spazio alle parole e alle pause, che diventano parte integrante del racconto. L’atmosfera è intima, malinconica, ma mai compiaciuta.
“Mi cambio d’anima” segna un’ulteriore tappa decisiva nel percorso artistico dell’artista andandosi ad inserire in un percorso coerente con le precedenti pubblicazioni, ma rappresenta un punto di svolta: non più la reazione immediata al cambiamento, bensì la sua elaborazione profonda. Qui il cambiamento non è solo esterno, ma interiore, identitario.
Di questa nuova uscita, e di molto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lui in questa intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.
Partiamo dal tuo percorso: quando e come è nato il bisogno di scrivere e fare musica?
È nato in modo molto naturale, quasi come un’urgenza. All’inizio la musica non era un progetto, ma un rifugio, un modo per dare ordine ai pensieri e voce a emozioni che facevo fatica a spiegare a parole. Scrivere canzoni è diventato presto il mio linguaggio più sincero.
Quali sono state le tappe più importanti che ti hanno portato fino a qui, guardando al tuo percorso finora?
Le prime canzoni, scritte senza aspettative, sono state fondamentali. Poi c’è stato il momento in cui ho capito che non volevo più nascondermi dietro formule o modelli; da lì è iniziato un percorso più consapevole, fatto di scelte, di rinunce e di una maggiore attenzione alla verità emotiva dei brani.
Nel tempo il tuo stile si è fatto sempre più riconoscibile: quanto è stato naturale trovare questa direzione e quanto invece è stato un lavoro di ricerca?
Direi entrambe le cose. Da un lato è stato naturale, perché più smettevo di imitare, più emergeva qualcosa di mio. Dall’altro c’è stato un lavoro di ascolto, di scrittura e anche di errore. Lo stile non l’ho “trovato”, l’ho lasciato venire fuori.
Quali sono i tuoi modelli di ispirazione?
Mi ispirano gli artisti che mettono l’urgenza espressiva prima di tutto, quelli che non hanno paura di mostrarsi fragili. Non tanto un genere preciso, quanto un’attitudine: sincerità, essenzialità, parole che restano.
Con chi, invece, ti piacerebbe collaborare, un giorno?
Mi piacerebbe collaborare con artisti che abbiano una forte identità e una scrittura personale, anche lontani dal mio mondo musicale. Le collaborazioni più interessanti nascono spesso dalle differenze, non dalle somiglianze.
“D’improvviso” rappresenta il primo passo di una nuova fase: cosa ti ha aiutato a sentirti pronto per questo cambiamento?
Il bisogno di allinearmi con quello che ero davvero in quel momento. “D’improvviso” nasce da una presa di coscienza: smettere di rimandare, accettare che il cambiamento fa paura ma è necessario. È stato un atto di onestà prima che artistico.
“Farfalle” è arrivato subito dopo: in che modo (se esiste) questi due brani sono legati tra loro?
Sono legati dallo stesso momento emotivo, ma raccontato da due prospettive diverse. “D’improvviso” è lo scatto, la decisione. “Farfalle” è quello che succede subito dopo: la vulnerabilità, l’instabilità, l’entusiasmo misto al timore.
Dove si colloca, rispetto ai due precedenti, “Mi cambio d’anima”, il tuo ultimo brano?
“Mi cambio d’anima” è una sintesi. Se i brani precedenti raccontano il prima e il durante, questo rappresenta una trasformazione più profonda, meno impulsiva e più consapevole. È un passaggio di identità, non solo di stato d’animo.
Ad oggi, dunque, come descriveresti la tua musica?
La definirei una musica emotiva, diretta, che non cerca di stupire ma di arrivare. È una musica che mette al centro le parole e le sensazioni, senza maschere e senza sovrastrutture inutili.
Dove pensi, invece, che il tuo percorso di evoluzione artistica possa condurti in futuro?
Credo verso una scrittura ancora più essenziale e libera. Non escludo cambiamenti sonori o contaminazioni, ma l’obiettivo resta lo stesso: raccontare in modo sempre più autentico quello che vivo.
Guardando ai prossimi mesi, cosa possiamo aspettarci?
Nei prossimi giorni uscirà un brano scritto anni fa e che vorrei dedicare ai ragazzi di Crans-Montana. È un brano per me liberatorio perché scritto nel ricordo di una vita spezzata troppo presto.
E con questo pensiero molto profondo (a cui ci uniamo anche noi), ti ringraziamo per esserti raccontato con tanta disponibilità e ti salutiamo.
Grazie a voi. È stato un piacere condividere questo percorso. A presto.
Profilo Spotify dell’artista.
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