Amarene: “Quelli come noi” è il nuovo singolo

Foto e copertina: Debora Savian

Fuori dal venerdì 6 marzo per Mosho Dischi, Quelli come noi è il nuovo singolo di Amarene.

Dopo l’esordio con il brano “Universi Paralleli”, in “Quelli come noila cantautrice genovese, torinese d’adozione, si muove a passo lento dentro unaquotidianità che si ripete: gesti automatici, scadenze da rispettare, pensieri che tornano sempre negli stessi giorni stortiUna zona grigia in cui la vita non va a pezzi, ma nemmeno decolla, in cui la vera lista della spesa diventa quella delle mancanze, dei desideri rimandati, delle cose lasciate lì ad aspettare un momento migliore.

CREDITI
Testo e musica: Irene Marchesano
Contributo al testo: Leandro
Prod e mix: Paolo Bertazzoli
Add mix e mastering: Unbox Studio – Fulvio Masini
Foto e copertina: Debora Savian

“Quelli come noi” vivono un equilibrio emotivo fragile, immersi in un mondo precario di affetti e promesse sospese. Sono tutte quelle persone che, prese dagli impegni della vita, rimandano le cose importanti, si nascondono dietro scuse comode, perché alla fine è più semplice così. Guardano chi ha avuto la forza di buttarsi e si chiedono dove, quando e come si fa.

Nasce da uno sfogo, una mattina, verso mezzogiorno, dopo l’ennesima ingiustizia e frustrazione che mi ha fatto pensare “Basta, devo cambiare vita”.  Fino a quel momento avevo sopportato tutto con destrezza, senza ascoltare davvero i segnali che il mio corpo mi mandava.

Forse il coraggio arriva così, solo in un punto di rottura, o grazie a qualcuno capace di dirti, anche sottovoce: buttati, andrà tutto bene.

Realizzata insieme al cantautore Leandro e a Paolo “Pillo” Bertazzoli per la produzione, è una ballad che si muove tra indie-pop, alternative ed elettronica con grande controllo: un andamento trattenuto ma solido, synth e texture che si aprono gradualmente costruendo una tensione che regge fino in fondo. Se la chitarra entra come una linea luminosa e riconoscibile, diventando l’asse emotivo del pezzo, nel ritornello la melodia si apre con naturalezza ed è pensata per essere cantata, trovando un equilibrio efficace tra immediatezza e profondità. La voce, infine, resta al centro, guidando la canzone con la misura e raffinatezza che contraddistinguono l’identità di Amarene.

Una canzone che sceglie la delicatezza come forza e trasforma l’incertezza in qualcosa da cantare insieme.

Fare la spesa è uno di quegli impegni essenziali per sopravvivere. Un gesto semplice, quasi banale. Eppure, a volte, può pesare molto. Soprattutto se vivi da sola, sei single, hai lavorato tutta la settimana e nel weekend vorresti solo sprofondare nel divano e smettere di pensare.

L’artwork è ambientato a Porta Palazzo, a Torino: un luogo vivo, caotico, pieno di voci e colori. In mezzo al mercato ci sono io, vestita in modo elegante, quasi fuori contesto, mentre tengo in mano un quadro con una cornice barocca. La tela è completamente blu. Quel blu è il colore della tristezza, della malinconia, di quei momenti in cui senti di dovercela fare da sola. Ma è anche il colore del cielo. E allora il blu diventa doppio: non solo peso, ma anche possibilità. Non solo solitudine, ma spazio aperto.

Guardare il blu significa scegliere dove posare lo sguardo: a terra, oppure in alto. È un invito a contare su sé stessi, a trovare dentro di sé un appiglio quando non c’è nessuno a cui aggrapparsi. Perché a volte “quelli come noi” devono imparare a trovare il bello e a reggersi in piedi da soli, anche in mezzo al rumore del mondo.

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