Intervista – Rossella: credere nella propria scintilla

Intervista a Rossella, poliedrica artista dal sound pop-rock melodico fuso con la sua voce ricca di sfumature.

ROSSELLA è una cantautrice che racconta, attraverso i suoi brani, i rapporti umani, la crescita personale e il coraggio di seguire i propri sogni. Fin da piccola mostra una profonda passione per la musica studiando canto e pianoforte ed esibendosi in spettacoli teatrali, serate piano bar e piazze cittadine. Durante l’adolescenza inizia a scrivere le prime canzoni, che diventano presto un bisogno irrinunciabile per comunicare sé stessa.
Dopo aver intrapreso un percorso universitario a Roma, ROSSELLA decide di dedicarsi totalmente al mondo musicale e attoriale. Le sue influenze spaziano da Gianna Nannini a Lady Gaga, da Lucio Dalla a Roberto Vecchioni, dando vita a un sound pop-rock melodico che si fonde con una voce emotiva, vulnerabile e al contempo grintosa.
Il 28 marzo dello scorso anno è uscito il singolo d’esordio “SEMPRE”, presentato all’Auditorium Parco della Musica, seguito da “MELA A METÀ” (presentato in anteprima su Il Messaggero) e “FILO ROSSO”, brano vincitore del Premio Nazionale Cesare Filangieri e presentato su SkyTG24. Negli ultimi mesi è stata ospite di Rai Radio 2 nel programma Sogni di gloria, di Rai Isoradio in Crossover, di Michele Monina per il format Music Leaks e di Paola Saluzzi per L’ora solare in onda su TV2000. È stata inoltre special guest del TEDxFrosinone, dove ha portato sul palco la sua storia tra parole e musica.
In meno di un anno ha collezionato oltre 100.000 stream complessivi su Spotify, mentre sul suo profilo Instagram – che ha superato i 30.000 follower in pochi mesi — dà vita a “MusiVersi”, un format in cui fonde musica e spoken word che ha già raggiunto complessivamente quasi 10 milioni di visualizzazioni.

Dall’8 maggio 2026 è disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica “GIRASOLE D’INVERNO”, il suo ultimo singolo
“GIRASOLE D’INVERNO” è un brano che scava nelle pieghe della vulnerabilità umana per raccontare quel delicato passaggio che va dalla paura di restare feriti alla riscoperta della fiducia negli altri. 

Di questo brano, e di tanto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lei in questa intervista.

Per iniziare, ci racconti come è nato il tuo rapporto con la musica e cosa ti ha spinta a intraprendere questa strada?
Quello che mi ha sempre spinta è stata la mia grande passione e così è nato il mio rapporto con la musica, quando sin da piccola cantavo le canzoni dei cartoni animati per le scale. Ricordo di aver sempre provato delle sensazioni fortissime quando cantavo, credo che sia il mio modo di sentire la mia anima a strettissimo contatto. Quello che mi muove oggi sono tutte le cose che ho da dire, per me la musica è una missione.

Guardando al tuo percorso di formazione, quali passaggi senti siano stati fondamentali per arrivare alla Rossella che conosciamo oggi?
Paradossalmente direi i momenti più complessi, come quando venivo esclusa dai cori e dai concerti dalla mia prima insegnante di canto o quando ho scelto giurisprudenza e mi sentivo totalmente disallineata. Questi momenti sono stati in grado di accendere una luce sulla mia passione per la musica e sul fatto che portarla avanti e fuori dalle mura di casa mia fosse una scelta imprescindibile.

Come nasce un tuo brano? Come si articola il processo creativo?
Non ho un processo fisso, a volte parto dal testo, altre dalla melodia in finto inglese o in “na na na”. Cerco sempre di seguire la genuinità dell’ispirazione, infatti difficilmente cambio quello che scrivo perché mi piace lasciare intatto l’imprinting iniziale.

Le tue influenze musicali sono molto diverse tra loro e attraversano generazioni e stili differenti: in che modo hanno contribuito a definire la tua identità artistica?
Grazie ai miei cantanti preferiti ho imparato a trovare una mia identità. Dai cantautori come Lucio Dalla o Vecchioni ho osservato come l’incastro delle parole possa raccontare la vita vissuta insieme ad un immaginario poetico; di Gianna Nannini mi hanno ispirato le melodie spalancate e il modo di stare sul palco. Ogni artista è stato importantissimo per farmi accorgere di quello che volevo tirare fuori anche io, a modo mio.

In poco tempo hai raccolto importanti riconoscimenti, esperienze televisive, radiofoniche e una forte risposta del pubblico anche sui social: c’è un momento tra questi che hai vissuto come particolarmente significativo?
Il momento più significativo per me è stato a ridosso della mezzanotte, quando è uscita la mia prima canzone, “SEMPRE”. Ero in un locale e ho presentato la canzone, esibendomi dal vivo. C’erano i miei amici e i miei genitori, abbiamo brindato tutti insieme. Lì ho capito che ero partita davvero e che la musica non era più solo un sogno ma un qualcosa che stavo facendo davvero. Poi, nel mio piccolo, ho avuto il privilegio di vivere altri bellissimi momenti artistici, come l’esperienza a Rai Radio 2.

Attraverso il tuo progetto artistico sembra emergere una grande attenzione al valore delle parole e delle emozioni: cosa rappresenta oggi la musica per te?
La musica per me è un modo di portare fuori quello che sento dentro, le emozioni, le parole che a volte non riusciamo a dire. La vivo come una missione da portare a meta per aiutare me stessa e gli altri a credere nei propri sogni e nella propria scintilla.

Il tuo ultimo singolo “Girasole d’inverno” affronta temi molto delicati e universali: com’è nata l’esigenza di scrivere questo brano?
La canzone è nata dopo una chiacchierata con un mio amico carissimo che mi raccontava di un amore che stava nascendo e che metteva a dura prova la sua paura di fidarsi di nuovo; quello che mi diceva ha risuonato con la mia storia. Non è stato facile fidarsi dopo tante ferite, ma penso che chiudersi ad ogni possibilità con gli altri sia peggio dello stesso dolore che abbiamo provato. È una canzone che nasce dall’esigenza di trasgredire in un modo un po’ rivoluzionario, cioè dicendo “sì” all’amore. 

Al centro della canzone c’è un’immagine molto evocativa legata alla capacità di mantenere viva la propria luce anche nei momenti più complessi: cosa significa per te questo messaggio?
L’immagine del girasole è sempre collegata al sole caldo estivo e quello che ho fatto è stato ribaltare questa idea: i girasoli durante l’inverno, poverini, non sono al massimo del loro splendore, ma ho immaginato un girasole radioso che si “riaccende” durante il periodo più freddo e buio perché ha ritrovato il suo sole all’interno. Questo per me è ciò che fa il vero amore, non ci illumina da fuori, ma riaccende quello che già abbiamo dentro e che, grazie all’altro, emerge.

Guardando al futuro, quali sono i prossimi passi che immagini per il tuo percorso artistico?
Sto lavorando al mio primo album che uscirà nei primi mesi del 2027, spero di portarlo live il più possibile. Spero di costruire il mio pubblico e di creare con loro un legame stretto e profondo.

Se potessi scegliere liberamente, con quale artista ti piacerebbe collaborare?
Mi piacerebbe tantissimo scrivere con Gabbani. Trovo emozionante la sua capacità di mettere insieme profondità e leggerezza.

Per concludere, che augurio vuoi fare a te stessa per tutto quello che verrà?
Mi auguro di sentire sempre forte questo fuoco dentro e di riuscire sempre a trovare parole e musica per esprimermi. E poi mi auguro di sorprendermi (in positivo) con ciò che ancora non so, ma che magari mi appartiene. Questo è il mio augurio per tutti.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e per aver condiviso con noi il tuo percorso e la tua musica. 
Grazie di cuore a voi, è stato un piacere.

Profilo Spotify dell’artista.

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