Foto di Giacomo Gianfelici
Intervista al cantautore protagonista dell’epsiodio 794 di #LFMConsiglia e vincitore del premio Artista del mese di giugno 2026.
Galeone è un giovane cantautore romano con una formazione teatrale alle spalle. La sua scrittura si distingue per la capacità di trasformare dettagli quotidiani in immagini originali e suggestive, muovendosi tra ironia, fragilità e introspezione. Dopo l’esordio con “Fiammiferi”, prosegue il proprio percorso artistico nel territorio di un cantautorato pop intimo e personale, caratterizzato da melodie immediate e testi ricchi di sfumature emotive.
Disponibile dal 12 giugno, “Sale” è il suo ultimo singolo, fuori per Dischi Belli e Giungla Dischi, pezzo con cui l’abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale e che l’ha portato a vincere il premio di artista del mese di giugno 2026.
Prodotto da Alessandro Casagni, musicista e producer romano già al lavoro accanto a Ditonellapiaga, “Sale” è una canzone che racconta il disordine dei pensieri e la difficoltà di trovare il proprio posto tra la solitudine e il desiderio di stare con gli altri.
Per conoscere ancora meglio lui e la sua musica, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Partiamo dall’inizio: quando è nato il tuo rapporto con la musica e in che modo la tua formazione teatrale ha influenzato il tuo modo di raccontarti?
Come per tutti, credo sia nato da piccolo. Ascoltavo la musica dei miei genitori e di mio fratello. Poi c’è stato un periodo in cui ero completamente preso dalle sigle dei cartoni animati, che secondo me alcune ancora oggi sono dei piccoli capolavori. Il teatro invece non so se abbia influenzato direttamente il mio modo di scrivere, però sicuramente mi ha aiutato ad avere meno paura di espormi.
La tua scrittura riesce spesso a trasformare dettagli quotidiani in immagini originali e suggestive, muovendosi tra ironia, fragilità e introspezione. Da dove nasce questo tuo modo di osservare e raccontare la realtà?
Mi piace pensare di prendere una cosa molto normale e provare a farla sembrare importante. Ma non so se ci riesco.
Quali sono stati gli artisti o i mondi musicali che ti hanno maggiormente ispirato nella costruzione della tua identità?
Le sigle dei cartoni animati dei primi anni Duemila ci sono sicuramente dentro, insieme ai grandi cantautori italiani, che non mancano mai. Poi è arrivato tutto il movimento indie pop italiano degli anni Dieci, che per me è stato davvero determinante.
Che emozione hai provato nel pubblicare “Fiammiferi”, il tuo brano d’esordio?
Ho pensato “finalmente”, ma con addosso molto nervosismo. Non sapevo come l’avrebbero presa le persone che conosco, soprattutto gli amici che fino a quel momento non sapevano nemmeno che stessi lavorando alla musica.
Dopo l’esordio di “Fiammiferi” sei tornato con “Sale”. Cosa rappresenta questa canzone per te e in cosa senti che racconti la fase che stai vivendo oggi?
La sensazione di stare bene con gli altri ma sentire comunque il bisogno di scappare un po’ e stata uno dei punti di partenza della canzone. E oggi mi ci ritrovo ancora abbastanza. Ma cercare di collocarsi da qualche parte immagino sia sempre difficile. Magari non è nemmeno obbligatorio.
“Sale” racconta il disordine dei pensieri e la difficoltà di trovare un equilibrio tra il bisogno di stare con gli altri e i momenti di solitudine. Quanto è importante per te partire da emozioni reali per costruire una canzone?
Credo sia molto importante. Costruire su qualcosa di vero rafforza il messaggio che vuoi mandare. Ed è spesso proprio quello che ti spinge a metterti a scrivere.
Con questo brano confermi una scrittura capace di trovare poesia nei piccoli cortocircuiti della quotidianità. C’è una frase o un’immagine di una tua canzone che senti particolarmente rappresentativa del tuo percorso?
Non saprei dirne una in particolare, sinceramente. Forse al momento prenderei le canzoni tutte intere.
La tua musica, dunque, si muove all’interno di un cantautorato pop intimo e personale, fatto di melodie immediate e testi ricchi di sfumature emotive. Come descriveresti il tuo stile a chi ancora non ti conosce?
Su questo sono sempre in difficoltà. Forse “sconclusionato”. Però ti ringrazio molto, perché mi hai aiutato tu: te la copio spudoratamente e mi tengo “cantautorato pop intimo e personale”.
Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi o i sogni che vorresti realizzare con il tuo progetto musicale?
Spero di costruire un percorso che riesca a godermi mentre lo vivo, e poi a guardare indietro con soddisfazione. Nel prossimo futuro invece sarebbe fantastico mettere in piedi un tour con la band.
A proposito di sogni, c’è un feat che ti piacerebbe prima o poi riuscire a concretizzare?
Certo che c’è. Però non lo dico, per scaramanzia.
E invece, qual è il palco dei sogni su cui ti piacerebbe esibirti almeno una volta nella vita?
Anche qui, scaramanzia. Meglio non dirlo.
Grazie, è stato un grande piacere. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
Grazie davvero a voi. A presto!
Profilo Spotify dell’artista.
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