Intervista all’artista protagonista dell’episodio 803 della nostra rubrica #LFMConsiglia (20 agosto 2026) e vincitore del premio Artista del mese di Agosto 2026, del nostro portale.
Milleansie è il nome d’arte di Tommaso Feleppa, giovane cantautore romano classe 2006. Il suo percorso nasce dall’incontro tra sonorità indie-pop e influenze R&B, accompagnate da una scrittura diretta e autentica, profondamente legata alla quotidianità e alle esperienze della sua generazione.
Nei suoi brani trovano spazio temi come ansia, insicurezza, relazioni e fragilità, raccontati con un linguaggio semplice e personale. La dimensione musicale e quella narrativa si muovono così sullo stesso terreno: quello delle esperienze reali e degli stati d’animo vissuti in prima persona, senza ricorrere a costruzioni eccessive. Un approccio intimo che definisce l’universo di milleansie e il modo in cui porta la propria sensibilità nella musica.
Disponibile dal 17 luglio 2026, “Galleggiare” è il suo ultimo singolo. Il brano apre una nuova direzione sonora senza rinunciare alla profondità emotiva che contraddistingue il suo percorso artistico.
La produzione del brano è firmata da Rocco Donati, milleansie e Marco Venturi, un team che accompagna il progetto verso una dimensione sonora più incisiva e dinamica, mantenendo intatta l’autenticità e la sensibilità emotiva che ne rappresentano l’identità.
Con questo pezzo l’artista è stato scelto dai nostri utenti come Artista del mese di Agosto 2026.
Di “Galleggiare” e di molto altro, ne abbiamo parlato direttamente con lui in questa intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.
“Galleggiare” è il brano con cui ti abbiamo conosciuto all’interno del nostro portale e che ti ha portato anche a conquistare il premio “Artista del mese” di agosto. Che cosa rappresenta per te questa canzone e quale momento del tuo percorso racconta?
“Galleggiare” per me è stato il brano che mi ha aiutato a capire che potevo muovermi anche in sonorità diverse dalla dimensione “chitarra e voce” con cui avevo abituato il mio pubblico e, soprattutto, mi ha aperto le porte a una nuova concezione della musica: creare dei brani pensando già al momento in cui verranno portati live. “Galleggiare”, così come i prossimi brani che usciranno, è stato pensato soprattutto per i live, nei quali mi esibirò full band, e per il mini tour invernale che sto organizzando. Se dovessi quindi collocarlo in un punto preciso della timeline del mio percorso artistico, lo posizionerei esattamente a metà: nel momento in cui, nonostante avessi già capito quale fosse la mia identità artistica, ho iniziato a capire come ampliarla.
Con “Galleggiare”, dunque, hai aperto una nuova direzione sonora, mantenendo però quella profondità emotiva che caratterizza la tua musica.
Ero convinto anch’io, mesi fa, che creando una canzone con sonorità più “estive” o comunque più movimentate, si sarebbe inevitabilmente persa quell’emotività che caratterizza maggiormente una ballad o un pezzo acustico. La verità, invece, è che i concetti che si vogliono esprimere, se espressi nel modo giusto, possono essere accompagnati anche dalla più rock delle strumentali senza perdere la propria emotività. Tra l’altro, credo che il testo di “Galleggiare” sia uno dei più profondi e sociali che abbia mai scritto, ed è proprio per questo che mi piace particolarmente.
Rispetto ai tuoi ultimi singoli, “Piccoli”, “Fantasmi” e “Io e Te”, quali sono secondo te le principali differenze che emergono in questo nuovo capitolo?
In realtà, a parte ovviamente il già citato cambio di sonorità, non colloco “Galleggiare” in un capitolo diverso rispetto ai miei singoli precedenti; anzi, penso che sia proprio il singolo di chiusura di questo primo capitolo. Con il prossimo singolo potrò dire di aver iniziato effettivamente il secondo capitolo di milleansie, con forse un progetto più grande in arrivo per la fine del prossimo anno…
Tra tutti i tuoi brani che hai pubblicato finora, quale senti che riesca più di tutti a rappresentare la tua identità artistica?
Senza dubbio, “Piccoli”. È uno di quei brani semplicissimi, ma scritti con l’anima. Quando lo riascolto ogni tanto penso ancora: “Wow, ma questo brano l’ho davvero scritto io?”. Penso sia uno di quei brani che ti escono una volta e che non ti usciranno mai più, e sono contento di aver scritto proprio io un pezzo del genere.
Parlando più in generale della tua musica, come descriveresti oggi il tuo stile e il tuo modo di raccontarti attraverso le canzoni?
Non lo so, in realtà. È una domanda alla quale faccio sempre molta fatica a rispondere. Non mi piace collocarmi in un genere o etichettarmi. So solo che la musica che faccio segue esclusivamente il mio gusto e quello dei musicisti che lavorano con me alle produzioni. È una musica onesta, delicata e sincera, e spero che al pubblico arrivi tutta la voglia che ho di fare musica.
Quali sono gli artisti o le artiste che hanno avuto un ruolo importante nella tua formazione musicale e che ancora oggi rappresentano per te dei punti di riferimento?
Per me la musica è una scoperta continua, e questo comporta anche un continuo cambiamento dei miei punti di riferimento quando scrivo. Ultimamente sono in fissa con “Sincero” di Rares, che penso sia uno dei migliori, se non il migliore, album italiano uscito quest’anno. Più in generale, oltreoceano mi ispiro soprattutto a Bon Iver, Frank Ocean e Billie Eilish, mentre in Italia prendo spunto specialmente da Venerus, Moha111 e Giovanni Ti Amo.
A proposito di “incontri artistici”: qual è il feat dei tuoi sogni?
Venerus. Io spero vivamente che un giorno ci sarà modo di lavorare insieme a un brano.
Guardando indietro, qual è la tappa che ad oggi consideri più importante per la tua crescita, sia artistica che personale?
Penso sia stato incontrare il mio produttore e amico Rocco. Con lui abbiamo tirato fuori dei pezzi che, a mio parere, sono bellissimi e particolari, come “Fantasmi”, per esempio. È un grande musicista e una grande persona, e penso che il progetto sia tanto mio quanto suo.
A proposito di percorso, quali sono invece gli obiettivi che vorresti raggiungere nei prossimi anni e dove ti piacerebbe portare il tuo progetto?
Penso che il mio più grande obiettivo, al momento, sia organizzare un concerto tutto mio, con tante persone che vengano a vedermi suonare. È proprio sulle performance live e sul cantare dal vivo che sto lavorando molto in questo periodo, soprattutto in vista del mini tour invernale. Spero che tutti questi sacrifici, un giorno, mi regalino il concerto più bello della mia vita.
E dunque, parlando proprio di live, su quale palco ti piacerebbe riuscire a esibirti almeno una volta?
Rock in Roma, dove ho visto il mio primissimo concerto.
Siamo arrivati alla fine: se dovessi farti un augurio per il futuro, cosa ti augureresti?
Di far diventare questa mia enorme passione un lavoro, e di essere felice, sempre.
Profilo Spotify dell’artista.
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