Intervista – Tuttochiaro: “un momento di silenzio dentro al rumore”

Intervista all’artista protagonista dell’episodio 805 della nostra rubrica #LFMConsiglia del 24 agosto 2026.

tuttochiaro è il progetto con cui Lorenzo Chiarini, artista bresciano classe 1997, apre una nuova fase del proprio percorso musicale. Dopo un’esperienza artistica vissuta a Londra, Lorenzo sceglie di confrontarsi con la lingua italiana, costruendo un progetto personale che unisce il songwriting a sonorità alt pop di respiro internazionale.

Tra le influenze di tuttochiaro ci sono artisti come sombr, gigi perez, The 1975 e Djo, riferimenti che entrano in un progetto nel quale la dimensione musicale si accompagna a una precisa ricerca sull’identità. Lorenzo racconta infatti le nuove generazioni e le difficoltà legate al riconoscersi, cercando un equilibrio tra una sensibilità profondamente legata al proprio contesto e influenze provenienti da realtà musicali internazionali.

Anche l’immaginario visivo segue questa direzione. Il paradosso è uno degli elementi centrali di tuttochiaro: rinunciare alle spiegazioni per lasciare spazio all’ascolto e all’interpretazione. Volti nascosti, immagini sfocate e fotografie caratterizzate da una grana ruvida diventano così parte di un’estetica che non cerca necessariamente di mostrare tutto, ma preferisce lasciare qualcosa in sospeso.

Fotografia e grafica si incontrano nelle copertine del progetto, tra immagini deformate e livelli che si sovrappongono, contribuendo a costruire un’identità visiva fatta di ambiguità e imperfezioni.

Disponibile dal 18 settembre, “mille volte ancora” è il suo nuovo singolo che segue “prima dell’alba” e “sottocani”, usciti negli scorsi mesi.
Il brano, prodotto da Violea come quelli precedenti, è etereo, perfetto per la fine dell’estate e per quella sensazione di malinconia che porta con sé per la fine di qualcosa di bello.
La canzone s’incentra sulla paura di crescere in un mondo dove i propri ideali puri, sembrano essere strappati via con forza, portando l’artista a dubitare di sé, a sentirsi spesso fuori di testa, fuori gioco e addirittura delle cose date per certe – le montagne non sono più alte, le colline basse, le pianure piatte. 

Proprio in occasione dell’uscita di questo nuovo pezzo, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda.

Ne è venuta fuori questa interessante intervista in cui l’artista ci ha raccontato il nuovo brano, la sua musica ed il suo percorso.

Parliamo subito di “mille volte ancora” il tuo nuovo singolo. Ti va di raccontarcelo?
Certamente! “mille volte ancora” l’ho proprio scritta a settembre dell’anno scorso.
Per me settembre è come assistere ad un passaggio di testimone, l’estate che lascia il posto ad un nuovo inizio.
La canzone ha un lato malinconico perché ci si rende conto che le cose cambiano velocemente e spesso senza metabolizzarle.
Il brano l’ho scritto con l’intento di provare fiducia verso il futuro, per quanto crescere nel mondo di oggi possa far paura.

Qual è la riflessione da cui sei partito per scriverla?
Alla base di tutto c’era la voglia di scrivere un brano che potesse dare un senso alle cose, mantenendo una narrativa impersonale.
Volevo creare un momento di silenzio dentro al rumore a cui spesso siamo abituati.

Il brano è prodotto ancora una volta da Violea: quanto è importante per te il lavoro condiviso in studio nella definizione del suono di tuttochiaro?
Si scrive “Violea” ma si legge “garanzia”!
Con daniele siamo complementari l’uno con l’altro; sappiamo più o meno subito la direzione dei brani, siamo proprio syncati.

“mille volte ancora” arriva dopo “sottocani” e “prima dell’alba”: cosa senti che sia cambiato nel progetto attraverso questi primi tre singoli?
Attraverso questi 3 brani volevo trasmettere due lati del progetto, uno più alt rock con le chitarre distorte e uno più etero a tratti indie folk/shoegaze.


Con tuttochiaro hai scelto di unire il songwriting italiano a sonorità alt pop internazionali: come descriveresti, dunque, oggi la tua identità musicale?
In costante divenire

Il tuo percorso artistico è passato anche da Londra: quanto quell’esperienza ha influenzato il tuo modo di fare e concepire la musica?
Moltissimo. A Londra ho capito quanto la musica sia un linguaggio universale che connette le persone da ogni parte del mondo.
Quest’esperienza mi ha permesso di arricchire il bagaglio umano e musicale.

Quali artisti hanno maggiormente contribuito alla formazione del tuo stile e del tuo immaginario musicale?
Ce ne sono veramente tanti.
David Bowie sicuramente il primo che cito, mi ricorda sempre di spingermi oltre la comfort zone. Poi ci sono tantissimi artisti e produttori che vorrei citare come Sombr, Gigi Perez, adolescent dreams, The 1975, Noel Gallagher, Slow Pulp, Alex G, Dijon, e tanti altri.

Anche la parte visiva di tuttochiaro ha una forte identità: quanto conta per te costruire un immaginario che dialoghi con la musica?
L’immaginario visivo di tuttochiaro completa la parte audio.
Con Studio Cemento (Arianna Puccio e Giulia Fontana) abbiamo creato un immaginario che toglie protagonismo all’artista, che sceglie di vivere nel paradosso del proprio nome; in fondo non è poi così “tutto chiaro”.

Guardando ai prossimi mesi, cosa bolle in pentola per tuttochiaro e quali sono i prossimi passi che hai in mente per il progetto?
Continuare a pubblicare nuova musica e suonare live il più possibile.

Se potessi scegliere un artista con cui collaborare, quale sarebbe il tuo feat dei sogni?
Mi piacerebbe essere nel 1982 per scrivere una canzone assieme a Bruce Springsteen durante il suo periodo “Nebraska”.

Prima di salutarci, esista una domanda che nessuno ti ha mai posto ma a cui vorresti invece rispondere?
Qual è la cosa più difficile da fare per chi crea arte/musica?
Fare un passo indietro, l’allenamento migliore per l’ego.

Grazie per la disponibilità, è stato un piacere. (Saluti finali)
Grazie mille a voi per la vostra curiosità [sorride].

Profilo Spotify dell’artista.

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