Intervista – Musica per necessità: Alice Sacchi

Intervista alla protagonista all’episodio 265 di #LFMConsiglia, del 15 ottobre 2021

Alice Sacchi è una cantautrice modenese, laureata in musicoterapia e in canto jazz, due percorsi che hanno dato alla sua voce estensione e delicatezza, per colpire e curare, strappare e ricucire. Nelle proprie canzoni affronta diverse tematiche tutte riconducibili a un percorso di scoperta interiore, un viaggio che passa attraverso il conflitto tra il concetto di amore e quello di morte, una ricerca che parte dal corpo e riporta al corpo, fra sacralità e sessualità.
Le composizioni indagano così la necessità di scavare nella propria interiorità, con ferocia e tenerezza, per ricondurci al centro, spogliarci e ritrovarci. Concetti universali e senza tempo letti con una particolare attenzione alle dinamiche della contemporaneità, uno sguardo al passato ma con i piedi ben piantati nel presente. In modo simile l’impasto sonoro parte da una base cantautorale acustica al quale aggiunge una trama elettrica ed elettronica avvicinandosi ad una sonorità moderna.

Disponibile dall’1 ottobre 2021, “Il caffè” è il suo singolo d’esordio (brano con cui ve l’abbiamo presentata).
“Il caffè” è il primo di una serie di singoli a cui Alice sta lavorando in questi mesi con gli arrangiamenti di Ludovico Banali e la produzione di Simone Laurino, a cui seguirà “Preghiera” in uscita il 26 novembre.
Questi  brani confluiranno nel suo EP d’esordio in uscita a inizio 2022.

Di tutto ciò ne abbiamo parlato direttamente con lei, in questa interessante intervista.

Partiamo con “Il caffè”, tuo primo singolo e brano grazie al quale ti abbiamo conosciuta all’interno del nostro portale. Ti va di raccontarcelo?
Ho scritto questo brano in un momento molto difficile della mia vita; racconta, in modo ironico, la presa di coscienza del dolore che stavo provando e il suo superamento.
Il caffè è una metafora, la sua assenza in cucina rappresenta una mancata cura, l’essersi messi da parte e aver dimenticato di volersi bene.
Questa canzone è un invito a prendersi cura di sé.

Il 26 novembre una nuova uscita. Cosa ci puoi dire a riguardo?
Il 26 novembre uscirà “Preghiera” ed è una canzone molto diversa da “Il caffè” sia nell’impasto sonoro che nel suo significato. Si tratta di un brano intimo, una riflessione sulla sacralità e sull’erotismo che parte dal racconto della sensazione di beatitudine che sperimentano gli amanti nell’incontro.
Questa è un’ode all’amore e alla vita, a quegli istanti in cui sperimentiamo l’illusione dell’eterno e contemporaneamente la consapevolezza della fine.

A proposito di uscite nuove uscite, a cos’altro stai lavorando?
A metà Marzo uscirà il mio primo ep autoprodotto. Sto lavorando agli arrangiamenti con Ludovico Banali e alla produzione con Simone Laurino. Questo ep conterrà brani che ho scritto negli ultimi anni ai quali tengo molto. Non vedo l’ora.

Esiste, tra i tuoi o anche quelli di altri artisti, un brano che più di altri ti ha segnata, che porti dentro il cuore?
Ogni brano che ho scritto è un pezzo della mia vita e parte di me, quello che sento maggiormente rappresentare questo momento è “Il caffè” ed è quello con cui ho scelto di presentarmi, proprio perché racconta di una rinascita.

Cosa vuoi trasmettere con la tua musica? 
Scrivo da sempre, da quando ne ho ricordo e per me è sempre stata la forma più naturale e sincera di comunicare con me stessa. Scrivere e cantare delle mie emozioni è una necessità primordiale. Mi sono sempre chiesta che significato potesse avere condividere questa esperienza così intima con gli altri. Il mio desiderio è che le persone ascoltando questa mia verità si possano riconoscere in essa e farla loro. Sento che queste canzoni, così come le esperienze dalle quali prendono ispirazione, assumono nuovi significati e in qualche modo si “riscrivono” attraverso l’ascolto degli altri, prendono una nuova vita. Questo è per me un regalo grandissimo.

Foto Martina Platone

Come descriveresti “Alice” l’artista?
Alice l’artista non si distanzia minimamente da Alice la persona. Sento che in ogni cosa che faccio resto me stessa al cento per cento, mi auguro che questa sincerità si percepisca sia dall’ascolto delle mie canzoni sia quando sono sul palco.

Chi sei, invece, fuori dalla sala d’incisione?
Quando non mi occupo di scrivere e registrare in realtà continuo ad occuparmi di musica. Lavoro come musicoterapeuta e anche nel mio lavoro utilizzo moltissimo il songwriting.
L’incontro con la musica nella mia vita è stata un’esperienza totalizzante e sento che all’interno di essa ho potuto riconoscermi ed esprimermi. La mia missione è proprio quella di condividere quello che ho imparato e continuare ad incontrare le persone attraverso  questo canale che è profondo e rivelatore. Sono una sognatrice, mi sento una persona determinata e coraggiosa, ho un animo profondamente romantico e sono sempre innamorata ed entusiasta come una bambina.

Con quale artista, italiano o internazionale, sogni di collaborare un giorno?
Questa è una domanda difficilissima a cui non riesco a dare una risposta, la verità è che potrei fare una lista infinita quindi mi limito ad elencare quelli che sono i miei “amori” più recenti qui in Italia, gli artisti che negli ultimi anni hanno fatto uscire dischi che mi hanno profondamente ispirata e commossa. Carmelo Pipitone, Ettore Giuradei e i John Qualcosa.

Su quale grande palco, invece, vorresti esibirti?
Dopo questo ultimo anno di concerti con il contagocce, mi sento di rispondere qualsiasi palco.

Come vedi il tuo futuro nella musica?
Lo vedo ricco di incontri, di nuove esperienze, pieno di canzoni, di concerti e nuovi progetti.

Grazie Alice, è stato un piacere.
Grazie a voi per avermi dedicato questo spazio.

Profilo Spotify dell’artista

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