Intervista all’artista veronese classe ’90, in occasione dell’uscita del suo nuovo singolo, il primo da solista.
ULULA al secolo Lorenzo Garofalo, classe 1990, nasce a Verona dove si avvicina alla musica grazie alla chitarra, strumento che approfondisce nell’adolescenza suonando svariati generi anche molto diversi tra loro.
Dopo la laurea in filosofia si trasferisce a Milano, per frequentare l’accademia musicale CPM, dove nasce il primo progetto nelle vesti di cantautore: ULULA & LaForesta (protagonisti dell’episodio dell’episodio 135 di #LFMConsiglia del 5 novembre 2020, con il brano “Sulle spalle dei giganti” e vincitori del Premio della Critica del mese di Novembre 202, assegnato dal nostro staff). Con “LaForesta” pubblica un EP nel 2019 che prende il nome della stessa band e un disco nel 2022 dal titolo “Poveri Noi”.
Nel 2023 ULULA lavora in studio per la composizione e la scrittura di un nuovo disco in uscita per la primavera 2024.
“Pelle di Lupo” è il suo nuovo singolo, il primo nella “nuova” veste da solista, disponibile su tutte le piattaforme dal 12 gennaio.
CREDITI
Testo: ULULA (Lorenzo Garofalo),
Musica: ULULA (Lorenzo Garofalo), Francesco Ambrosini, Giovanni Franceschini
Registrato nello Studio TEGA
Prodotto da Duck Chagall (Francesco Ambrosini)
Suonato da ULULA (Lorenzo Garofalo), Duck Chagall (Francesco Ambrosini) e Giovanni Franceschini
Mix di Duck Chagall
Master di Davide Saggioro
Foto e copertina di Pietro Girardi
Proprio in occasione di questa importante nuova uscita, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Partiamo da “Pelle di Lupo“, il tuo ultimo brano. Ti va di raccontarcelo?
È il lato meno razionale del disco, non che il resto del disco sia molto più razionale, volevo perdermi, mi sono perso e credo che nel disco si sentirà molto. “Pelle di Lupo” è quello che vorrei dire sempre; o anche sesso, istinto, sincerità, naturalezza, rassegnazione. Stato brado. Pezzi di carne. Per entrare dentro, dentro nel disco, si passa prima dalla pelle. Di lupo.
“Pelle di Lupo” inaugura il tuo percorso da solista. Cosa ti aspetti da questo nuovo capitolo del tuo percorso?
Non lo so con precisione, è la prima volta che sono da solo, anche se non si è mai veramente da soli. Vorrei lasciare gli ormeggi del risultato, della carriera, degli ascolti e dei numeri. Vorrei lasciare questa “nuova cosa” completamente senza controllo. Che male potrà mai fare?
Quanto di quello vissuto fino a questo momento ti porterai dietro e quanto, invece, ci sarà di nuovo in ULULA, da qui in avanti?
Mi porto dietro tutto, il grande lavoro con LaForesta fatto a Milano in molti anni di profondo lavoro e dedizione quasi totale. Un certo tipo di orecchio e di volontà nello scrivere, nel comporre e nel produrre. Un fuocherello sempre acceso. Di nuovo c’è che le nostre cellule continuano a rigenerarsi, non sono mai le stesse, ma siamo sempre noi. Un po’ come la nave dell’eroe greco Teseo, della quale ogni parte viene sostituita nel tempo cosicché infine la nave è sempre la stessa nave, ma anche un altra. Mi porto dietro la stessa nave ma con pezzi diversi. Ovviamente senza eroi.
Quali saranno i prossimi passi?
Uscirà un altro singolo e con la primavera il disco intero. Sto cominciando a studiare e costruire il live. Ogni sfumatura, ogni equilibrio e tante cose nuove perché registrare è un mestiere e suonare è un altro ancora. Da qui, tutte le energie finiranno nel trovare la migliore forma al concerto per questo nuovo Disco.
Volgendo lo sguardo indietro, invece, ad oggi quali sono le tappe che reputi essere più significative, per la tua crescita artistica?
Direi che l’approdo a Milano è stato decisivo, quanto meno per capire che non avrei mai più smesso di scrivere canzoni, anche solo per suonarmele a casa.
LaForesta è stata una nave scuola importantissima che mi ha aperto a questo mondo fuori dal mero divertimento e dalla gioia di fare musica. Ho dato fuoco alla convinzione e alla volontà. Con loro ho imparato a lavorare con la musica. Prima di tutto ciò tantissime sbronze suonando generi completamente diversi tra contesti discutibili e altri serissimi.
Feat. dei sogni?
Chris Cornell, Vinicio Capossela, Paolo Nutini, Van Morrison, Tinariwen, Pat Metheny, Pino Daniele, Lucio Dalla.
Palco dei sogni?
Red Rocks Amphitheatre.
Dove ti vedi, tra 5 anni?
In altri due dischi almeno, e in 10.000km da pedalare in un nuovo continente
Prima di salutarci, che augurio ti fai per il futuro?
Mi auguro e vi auguro il miglior presente possibile!
Grazie, è stato molto interessante. Un caro saluto e alla prossima.
Grazie a voi! Ci sentiamo quando esce il prossimo singolo!
Profilo Spotify dell’artista.
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