Intervista all’artista protagonista dell’epiosodio 621 di #LFMConsiglia del 4 novembre 2024.
Dasplan è un artista trentino classe 2001.
Il suo è uno stile di scrittura molto diretto, senza giri di parole che arriva come uno schiaffo in faccia all’ascoltatore. Le sonorità sono influenzate dai generi indie, rap, r&b e pop.
Nel 2023 partecipa ad X Factor, dove raccoglie ottivi consensi fino ad arrivare ai Bootcamp.
Disponibile da venerdì 25 Ottobre “Come Mai?” è il suo ultimo singolo.
CREDITI
Etichetta: Sputnik Music Group
Edizioni: Sputnik management di Riccardo Cavalletti
Casa discografica: Sputnik Music Group
Produttore artistico: Dasplan, Half Camel
Licenza / Distribuzione: altafonte
Autori: Filippo Lapiana, Edoardo Omezzoli
Per conoscere ancora meglio lui e la sua musica, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda.
Ecco cosa ci ha raccontato.
Grazie per averci concesso questa intervista. Partiamo dal principio. Ci racconti come, quando e perché hai deciso di iniziare a fare musica?
Ma va, grazie a voi!
In realtà ho sempre fatto musica. Vengo da una famiglia dove, in un modo o nell’altro, la musica era sempre presente. Alle elementari ho iniziato a suonare il djembe nella mini band della scuola e poi anche a messa la domenica (anche se non sono mai stato molto credente, mi piaceva tantissimo suonare). Poi ho capito che volevo suonare la batteria. Ho preso qualche lezione privata, ma non mi convinceva; così ho convinto i miei genitori a comprarmi una batteria elettronica, e imparavo suonando sopra le canzoni che mi piacevano in cuffia. Dopo sono andato al conservatorio alle medie, pensando di studiare batteria, ma ho scoperto in fretta che lì si suonano più xilofono, vibrafono, marimba e timpani. Così, per tre anni, ho fatto “finta” di suonare quelle cose. Al liceo, invece, sono andato a Bolzano per frequentare un liceo musicale, dove ho potuto suonare batteria, timpani, marimba e vibrafono nell’orchestra della scuola. Un’esperienza bellissima! Mi ricordo che una volta abbiamo suonato “Africa” dei Toto e quel giro di batteria mi ha gasato tantissimo.
Esiste un artista, un album o un brano che ha influenzato, più di tutti, il tuo avvicinamento a questo mondo?
Non saprei dirti un artista preciso, però ogni volta che mio papà tornava da un viaggio di lavoro ci faceva ascoltare tanta musica interessante. Da bambino, con i miei fratelli, eravamo fissati con i Foo Fighters: facevamo finta di suonare le loro canzoni in playback [ride]. Rubavo il suo iPod e ascoltavo di tutto: Moby, The Cure, Benjamin Biolay, i Tre Allegri Ragazzi Morti… roba molto diversa tra loro.
Quali sono, invece, i tuoi modelli d’ispirazione?
Negli ultimi anni ho scoperto l’indie pop spagnolo, e Alizzz è l’artista che mi ha segnato più di tutti. Poi ascolto molto rap e mi ispiro al cantautorato italiano e al rock alternativo americano. Mi piace mischiare tutte queste influenze.
Quali reputi essere, ad oggi, la tappa più significativa del tuo percorso?
Non penso di aver fatto ancora chissà cosa. Però amo fare live con la band, anche se il mio è un progetto solista. Vivo in Olanda, quindi ho massimo tre giorni per prepararmi ogni volta, ma ne vale sempre la pena. Forse la cosa più significativa è quando sento artisti, sia grandi che emergenti, che mi fanno i complimenti.
All’interno del nostro portale ti abbiamo conosciuto con il brano “Come Mai?“. Ti va di raccontarcelo?
È un brano particolare. Non scrivo spesso con quel flusso di coscienza. Ho ascoltato un pezzo di Wallace Cleaver, un rapper francese, dove parlava di temi super seri su una batteria jersey, ed ho pensato: “Che figata, fammi provare”. Parla di due relazioni che ho vissuto negli ultimi anni, in particolare dell’amore tra culture diverse e delle relazioni a distanza. Le strofe raccontano una relazione, mentre il ritornello parla di una storia più recente.
Parlando dei tuoi brani, come nascono? Qual è il tuo approccio alla scrittura?
Scrivo molto lentamente. È un processo intimo, quasi terapeutico. Mi apro completamente, analizzo me stesso con onestà, ed è qualcosa che richiede tante energie, sia mentali che emotive. Di solito scrivo quando non sto bene o quando sento il bisogno di riflettere su qualcosa che mi ha segnato. Negli ultimi anni mi sono concentrato molto sulla scrittura, perché credo sia il cuore della mia musica. Parlo sempre di situazioni vissute.
Su cosa stai lavorando al momento?
Un EP. Ci saranno qualche feat interessante e parole pesanti [sorride].
Feat. dei sogni?
Tantissimi: Alizzz, Giaime, Morrissey, Sen Senra, Ed Sheeran…
Palco dei sogni?
Il Mi Ami mi gaserebbe tantissimo, però se ti devo dire un sogno penso uno stadio, oppure riempire la piazza di Trento.
Prima di salutarci, che augurio ti fai per il futuro?
Spero di non dimenticarmi questo sogno nel cassetto. Ogni tanto la realtà ti arriva in faccio come uno schiaffo.
Grazie ancora per la disponibilità. In bocca al lupo per tutto.
Grazie a voi!
Profilo Spotify dell’artista.
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