Intervista – Artico

Intervista al protagonista dell’episodio 163 di #LFMConsiglia, del 18 gennaio

Artico, al secolo Antonio Condello, è un talentuoso artista nato a Reggio Calabria il 2 giugno 1987.
L’artista calabrese classe ‘87, protagonista dell’episodio 163 della nostra rubrica (18 gennaio 2021) con il brano “Mezzanotte e sei”, fin da bambino intraprende un percorso fatto di studi e tanto lavoro volto al perfezionamento della sua arte, il tutto arricchito da uno spiccato talento.
Nell’uscita di #LFMConsiglia dedicata, vi abbiamo parlato un po’ di lui e del suo percorso di crescita; tuttavia, per conoscerlo ancora meglio, lo abbiamo contattato per porgli qualche domanda.
Ecco cosa ci ha raccontato.

Artico, iniziamo parlando un po’ di te. Ci racconti il tuo avvicinamento al mondo della musica?
Sembra una frase fatta però ho iniziato a muovere i primi silenziosi passi nel mondo della musica fin da piccolo, a 10 anni ho iniziato a prendere lezioni private di pianoforte. Tutto è partito dalle scuole medie, la mia insegnante di musica ci faceva suonare la tastiera, e ogni volta che tornavo a casa, prima di passare ai compiti di matematica e italiano, iniziavo a suonare quei semplici spartiti.
Ne sono passati di anni da allora, ho preso la laurea in pianoforte jazz e sto per prendere quella in composizione e arrangiamento pop rock al conservatorio di Milano.

Cosa vuol dire, per te, fare musica?
Per me fare musica significa esprimere stati d’animo, raccontare parti di me che non riesco a fare uscire diversamente. Scrivere diventa una necessità, preferisco scrivere canzoni anziché parlare in modo diretto.

“Mezzanotte e sei”; Ci parli un po’ di questo brano?
Mezzanotte e sei è un brano a cui tengo molto. Lo definirei intimo, nostalgico ed intenso e l’ho scritto durante il corso di composizione al CET di Mogol, frequentato grazie alla borsa di studio che ha messo a disposizione il mio conservatorio.
Quando l’ho scritto ho pensato subito alla voce di Malika Ayane, e alla fine sono riuscito anche a farglielo ascoltare. Forse i nostri mondi non si sono incontrati al 100%.Mezzanotte e sei racconta di una storia d’amore che però è finita troppo presto a causa della mancanza di coraggio nel prendere una decisione importante. A distanza di 5 mesi i ricordi diventano pesanti a tal punto da dire “se potessi ritornare indietro lo farei”.

C’è qualche modello che ha influenzato la tua crescita artistica?
Un modello ben preciso non ce l’ho, sicuramente sono cresciuto a pane e musica pop. Ho da sempre ascoltato musica, e quando parlo di musica intendo ogni genere. Poi c’è
quella che ti piace di più e quella che ti piace di meno, ecco perché ho studiato anche  pianoforte jazz, nonostante non mi sono mai identificato in questo genere ho voluto  ugualmente toccarlo con mano.

Come descriveresti la tua musica?
La mia musica è semplice, non è frutto di fuochi d’artificio, non ho mai amato le forzature e le impalcature finte, la musica deve essere vera per arrivare alla gente. Ecco, “vera” è la
parola che mi piace di più.

A quale dei tuoi pezzi sei più legato?
Come ho detto prima, Mezzanotte e sei è un pezzo che ho amato già dalle prime note,  mentre lo scrivevo. Le mie canzoni, però, sono le mie bimbe, non posso dire che una
sia meglio dell’altra, ognuna ha le sue caratteristiche, pregi e difetti.

Quale palco vorresti calcare, un giorno?
Eh beh, domanda da un milione di dollari. Ho sempre guardato il festival di Sanremo
dal divano di casa mia fin da piccolo, è sempre stato un evento speciale, tutt’ora lo seguo e non ti nascondo che invidio da morire chi ogni anno calca quel palcoscenico.

Domanda classica che facciamo a tutti gli artisti che intervistiamo: feat. dei sogni?
Ho qualche idea, mi associano spesso a Fabrizio Moro, magari un duetto con lui lo farei volentieri anche perché è un artista che dona tutto se stesso nella musica.Per quanto riguarda la scena più indie/pop mi incuriosisce Aiello. È un artista nuovo, fresco e ricco di idee.

Dove vuoi arrivare?
Nei cuori della gente, non c’è posto più bello.

Che consigli ti senti di dare ai giovani che si approcciano per le prime volte al mondo della musica?
Di credere in se stessi prima di tutto, di ascoltare quello che gli viene detto ma di seguire  quello che il proprio istinto suggerisce, anche a costo di andare contro corrente.

Grazie per la bella chiacchierata. In bocca al lupo per tutto.
Grazie a voi per avermi dato la possibilità di dire qualcosa di me, sono stato breve eh!!
Ovviamente ascoltatemi su Spotify e seguitemi sui diversi social.

Una opinione su "Intervista – Artico"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...