Arya

Arya (Arya Delgado) è un’artista italo-venezuelana nata a Milano nel 1994. Cresce in un contesto profondamente musicale, essendo figlia del cantante di salsa Orlando Watussi, e fin da subito sviluppa un immaginario sonoro che intreccia radici latine, nu-soul e R&B contemporaneo. La sua identità artistica si costruisce attorno a una sensibilità marcata per la scrittura, intesa come spazio emotivo e narrativo prima ancora che musicale.
Il suo percorso discografico prende forma nel 2021 con l’EP “Peace of Mind”, a cui segue nel 2023 “Punto Zero“, lavori che contribuiscono a consolidarne la presenza sulla scena e ad attirare l’attenzione portandola a collaborare con artisti come Mahmood, Venerus, Ghemon, Dardust e Calibro 35. Negli anni la sua attività si amplia in modo costante, alternando produzione autoriale, progetti personali e una dimensione live sempre più intensa, tra Italia e contesto internazionale.
Nel 2024 affianca proprio Mahmood nel suo tour e pubblica il singolo “Si Potesse Tornare”, segnando una fase di ulteriore maturazione artistica e di apertura verso nuove collaborazioni.
[Una importante esperienza che] mi ha portata a suonare in Europa, e per un’artista italiana che fa un certo genere musicale, è un po’ il sogno della vita. Mi sono resa conto di quanto all’estero la musica abbia tutt’altro valore e peso rispetto a quello che ha in Italia, e questo fa molto riflettere.
[Tratto da “Intervista – Arya: “Pronto”, un viaggio verticale”]
Il 2025 rappresenta un passaggio decisivo con l’uscita di “La Noche En Que Te Fuiste” e “Onda”, brani che anticipano “Pronto”, il suo album d’esordio pubblicato il 6 febbraio 2026 per The Orchard in digitale e per Sghetto Records in vinile. Il disco nasce da un percorso personale si sviluppa come un concept album, in cui l’indagine interiore diventa struttura narrativa e musicale.
È stato un lavoro lento. La terapia mi ha insegnato a osservare le emozioni senza giudicarle immediatamente. Ho cercato di fare la stessa cosa con la scrittura: non censurarmi, ma nemmeno indulgere. Musicalmente abbiamo scelto insieme a Sup Nasa (produttore dell’album) di puntare all’essenzialità, lasciando spazio alla voce e all’organicità dei suoni. Volevo che l’ascoltatore potesse attraversare questi “piani” emotivi come in un viaggio verticale, senza sovrastrutture inutili.
[Tratto da “Intervista – Arya: “Pronto”, un viaggio verticale”]



