Intervista – 1 44 9 8: “il mio sguardo sul mondo”

Foto di @little.bridge_

Intervista all’artista torinese protagonista dell’episodio 793 della nostra rubrica #LFMConsilgia, del 16 giugno 2026.

1 44 9 8 è un artista torinese indipendente, classe ’98.
Si avvicina alla cultura Hip-Hop attraverso la danza e cresce da ascoltatore e ballerino con un background musicale legato al cantautorato italiano.
Nel 2018 inizia a scrivere, caricando la sua prima uscita due anni più tardi, il 29 dicembre 2020. Da allora pubblica 15 singoli, 3 Ep, 2 short album ed 1 Mixtape, di cui l’ultimo (“ENEIDE II”) rilasciato a maggio 2025.
Nello stesso anno vince il Premio della Critica e il Premio Riflettori del Premio Buscaglione 2025, confermandosi l’outsider della competizione per genere e contenuti portati sul palco.

Disponibile dal 26 giugno, “CERCANDO IL MIO POSTO” (Dumba Dischi) è il suo primo album.
Il progetto, prodotto da Dave_Zeta, nasce dalle domande “Starò facendo giusto? Con la musica? Con la mia vita? Quale dovrebbe essere il posto giusto per me nel mondo?”. Da queste riflessioni si sviluppa l’idea che, per provare a trovare il proprio posto fisico nel mondo, sia necessario innanzitutto essere sinceri nei confronti di sé stessi, provando a lasciar scorrere tutto quello che ci appesantisce. 

CREDITI
Testi: Lorenzo Zuliani (1 44 9 8)
Musica: Davide Zanierato (Dave_Zeta)
Audio engineer: Gianluca Pipino (Dj LilCut)
Studio di registrazione: Soulfood Music Factory
Grafica copertina e foto: Lorenzo Zuliani (Renzo Liani)
Stampa vinili: Imprimatur Varade Vinili
Grafica vinili: Lorenzo Zuliani (Renzo Liani)
Foto: little.bridge_

Per conoscere ancora meglio questo progetto e, più in generale, la sua musica, l’abbiamo contattato per porgli qualche domanda.

Ecco cosa ci ha raccontato.

Partiamo da “Cercando il mio posto”, il tuo primo album. Cosa rappresenta per te questo progetto e che valore ha all’interno del tuo percorso artistico?
Ho iniziato a pubblicare i primi singoli nel dicembre 2020. Da allora sono usciti vari progetti, più lunghi, più brevi, con più collaboratori e con meno. “Cercando Il Mio Posto” è il primo tra questi che supera i 30 minuti di ascolto complessivi e che ha una proposta tematica chiara e coerente nel corso dell’ascolto. Prima di questo ce ne sono stati altri simili in termini concettuali, ma sempre inferiori alle 7 tracce.
All’interno del mio percorso artistico questa è l’ultima versione musicale di me, per scrittura, metriche e maturità. Non so se sia anche la migliore, quello sta agli altri stabilirlo.

Cosa ti auguri che chi lo ascolta riesca a cogliere fin dal primo ascolto?
Spero arrivi la sincerità con cui è stato scritto, prodotto e lavorato. Del resto, tutti cercano il loro percorso, chi prima, chi poi, chi più volte nell’arco di una vita, e credo che alcune delle cose raccontate possano parlare di molti, oltre che a molti.

L’album attraversa atmosfere molto diverse. Quanto era importante costruire un progetto così vario ma allo stesso tempo coerente?
Trovo sia molto importante mantenere una ricerca musicale all’interno del proprio percorso. Sarà facile a dirsi, forse, considerando il mio stato attuale delle cose, ma fossilizzarsi su ciò che ha funzionato per riproporre solo ed esclusivamente quel tipo di prodotto musicale non mi appartiene. Per questo con Dave abbiamo viaggiato molto tra le atmosfere, per dare uno sguardo che fosse per noi, sufficientemente vario.

Il disco è nato in due momenti ben distinti: prima il Lato A e poi successivamente il Lato B, quando hai iniziato a guardare anche dentro te stesso con una prospettiva diversa. Quanto ha inciso questa evoluzione personale sulla versione definitiva dell’album?
Più che inciso, è una prospettiva che mi è arrivata quasi razionalmente nel corso della scrittura. Dopo che parti dall’inseguire il successo, poi vai lontano da casa per cercarlo, intravedi il mondo nel quale vorresti stare, che però è in un panorama più ampio complicato per chi ha la tua età e arrivi a dirti “forse è meglio se ragiono sul presente perché altrimenti non ne esco”, la conseguenza diretta diventa chiedersi se voglio davvero fare ciò che sto facendo. E da lì a ritroso per valutare tra me e me tutti i punti attraversati prima, ma da un punto di vista interno e più personale.

Se dovessi scegliere una sola traccia che racchiude al meglio l’identità e il messaggio di “Cercando il mio posto”, quale indicheresti come il brano manifesto del progetto?
Il manifesto è sicuramente “PS”, la traccia conclusiva del progetto. È lì che riassumo tutto. Io che attendo di attraversare, indeciso. Le auto non si fermano, nessuno aspetta. Tutti i ragionamenti non hanno portato soluzioni, solo consapevolezze, e quindi? Cosa ti rimane? Solo la voglia di realizzarsi, sapendo dove e senza certezze sul come.

C’è invece una barra o una frase dell’album a cui sei particolarmente legato e che senti rappresentarti più di tutte?
“..Anche fosse vero, questa roba non ha prezzo, ma solo in 4 la comprendono, ed è già tanto che la comprendano (in 4) 1 44, in un mercato dove fai il pagliaccio per sopravvivere provo a convincere che il mio percorso vada oltre il limite prima di vincere una carriera altrove, ad arricchire chi di fame poi non muore cenando con un posto al sole..” [da “PS”]

Allargando lo sguardo al tuo percorso, come descriveresti oggi la tua musica e il tuo modo di scrivere?
Narrativa. Ho sempre usato la musica per raccontare il mio sguardo sul mondo. Penso sia migliorato nel tempo, scrivevo un sacco di cose, ora ne scrivo meno.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente la tua crescita?
Ci sono dei progetti e dei brani a cui sono molto affezionato. Ne citerò 3 e 3.
Album: “20/20 Experience” – Justin Timberlake, “Racine Carrée” – Stromae, “There’s Really A Wolf” – Russ.
Brani: “Becky” – Aminè, “Idee Stupide” – Fabri Fibra, “Juice” – Young Franco, Pell.

C’è, invece, un artista con cui sogni di collaborare, in futuro?
Ho un elenco sul telefono, ma per scaramanzia non vi dirò nessun nome di quelli appuntati. Posso dire però che sarebbe stato molto bello (e idilliaco considerate anche le collaborazioni dei grandi nomi del panorama italiano) riuscire a lavorare con Mac Miller, MF Doom, Kavinsky, per sognare in grande e ricordare artisti incredibili che non ci sono più.

Dopo l’uscita di questo primo album, quali saranno i prossimi passi del tuo percorso?
Sto lavorando ad un nuovo mixtape, il volume 2 di qualcosa che è già uscito qualche anno addietro e che secondo me è sacrosanto riproporre come idea 4 anni dopo. Nel frattempo, invece, mentre pensiamo al nuovo progetto con Dave, programmiamo con i ragazzi di Dumba Dischi le date per l’autunno e l’uscita di diverse collaborazioni in 4 Producer Album da ottobre a gennaio.

Prima di salutarci, che augurio vuoi fare a “Cercando il mio posto” e, più in generale, alla tua musica?
Gli auguro di trovare i posti che merita, in giro per l’Italia e per il mondo. 140 vinili sono ormai andati e per l’anno credo li avremo conclusi. Nel frattempo, il digitale va dove vuole, nel bene e nel male. Speriamo continui, anche solo nel suo piccolo.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato. In bocca al lupo per il tuo album e per tutto.  
Grazie a voi de La Freddezza Music, è stato un piacere!

Profilo Spotify dell’artista.

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