Intervista – Lorenzo Gennaro: Lolloflow

Intervista al giovane e talentuoso artista classe ’97, produttore di due dei brani più amati del momento (“‘O Mar For” ed “Origami all’alba“).

Lolloflow, al secolo Lorenzo Gennaro,  è un giovane e talentuoso musicista, compositore, producer e fonico, classe ’97.
Si avvicina alla musica ben presto, approcciandosi al pianoforte, sin da piccolo.
Nel suo percorso di studi non tardano ad arrivare importanti traguardi; prima, infatti, si diploma alla scuola di cinematografia Rossellini, per poi conseguire il diploma di laurea presso Centro Sperimentale di Cinematografia come mixatore.
La passione per la musica e la composizione unite alla voglia di sperimentare e ricercare un sound sempre nuovo, lo spronano ad approfondire diverse tecniche di produzione e mixaggio, portandolo ad essere uno dei talenti più versatili e poliedrici della scena emergente.
Nel 2017 fonda la Suba Crew di cui fa parte insieme a Matteo Paolillo e Pietro Jellinek e per la quale produce brani musicali.
A questo, si aggiungono i diversi lavori in ambito cinematografico come mixaggio film e cortometraggi oltre che come producer e musicista.

Tra i suoi brani più amati senza dubbio “‘O Mar For“, la sigla di successo della serie Mare Fuori (brano nato dalla collaborazione a stretto con tatto con il suo amico Matteo Paolillo e riarrangiato nella versione finale dal compositore romano Stefano Lentini ), pezzo arrivato alla prestigiosa certificazione di Disco di Platino, con circa 30 milioni di ascolti su Spotify.

Ultimo grande successo, “Origami all’alba“. Il nuovo singolo legato alla serie, uscito in doppia versione (una cantata da Clara, l’altra da Matteo Paolillo), ha conquistato tutti sin da subito, arrivando ben presto ad ottenere il Disco d’Oro.

Per conoscerlo ancora meglio, abbiamo contattato Lorenzo che, con grande disponibilità, ha accettato di concederci questa intervista.
Senza dilungarci oltre, vi lasciamo direttamente alle sue parole.

Partiamo dall’attualità, “Origami all’alba“, il brano che, apprezzato fin da subito in entrambe le versioni, è stato già certificato Disco d’Oro.
Ci racconti la nascita e l’evoluzione di questo fantastico pezzo?
È un brano nato sotto richieste registiche e di produzione. È legato ad un filone narrativo importante e sono state sviluppate più versioni dello stesso. Il primo strumento a cui ho dato vita è il pianoforte, con quel riff che sta facendo impazzire mezza Italia, poi poco alla volta ho aggiunto altri elementi sintetici e analogici fino ad arrivare alla versione che tutti conosciamo. La scrittura di Matteo in collaborazione con Clara ha poi dato la svolta e incorniciato perfettamente il tutto. Ne vado veramente fiero.

Origami all’alba” è arrivato dopo altri due grandi successi legati a Mare Fuori, ossia “Sangue Nero e “O Mar For” (brano che è stato scelto come sigla della serie e che è stato certificato Disco di Platino). Proprio in relazione a quest’ultimo, ci racconti come è nato?
“‘O Mar For” è nata letteralmente dentro la mia cameretta. All’epoca, non possedevo uno studio ma nella testa ho sempre avuto un universo di fantasia e immaginazione, e non mi serviva altro. Anche qua, dopo essermi ascoltato un casino di musica che potesse ispirarmi, sono partito dal riff e lavorando insieme a Matteo [Paolillo ndr] siamo riusciti a dare vita al brano, in una giornata. È stata pura magia, ve lo assicuro. L’ intervento di Stefano Lentini ha poi contribuito a dare un senso più orchestrale al pezzo, il resto è storia.

Filo conduttore (come si intuisce anche dalle tue parole) il connubio con Matteo, il quale appare essere un fruttuoso e vicendevole scambio artistico, in cui lui dà voce alla tua musica e tu metti in note i suoi testi. Come e quando è nata questa bellissima collaborazione?
Ci siamo conosciuti al Centro sperimentale di cinematografia di Roma nel 2017 ed abbiamo iniziato a legare nel tempo. Il romanticismo legato alla nostra amicizia risiede nel fatto che abbiamo cominciato insieme e stiamo facendo strada insieme. Nulla di più bello, genuino e sincero.

Abbiamo parlato di tutto quello che nel presente sta accadendo. Ora, però, vogliamo fare con te un viaggio indietro nel tempo. Ci racconti come, quando e perchè ti sei avvicinato al mondo della musica?
Che dire, la musica ce l’ho sempre avuta in testa. È difficile da spiegare, da bambino canticchiavo continuamente e, per una serie di eventi casuali, mi sono ritrovato a fare la differenza in questo campo. Diciamo che la svolta arrivò quando i miei comprarono una tastiera. in occasione di una festività. Ricordo che, senza nessuna nozione, mi misi spontaneamente a suonare, fino ad imparare canzoni incredibilmente complesse. Iniziai così a prendere lezioni per migliorare il mio approccio allo strumento, ma il talento che possiedo è letteralmente emerso dal primo momento. Nel 2017 forte di nozioni musicali e studi pratici e teorici sono passato a fare musica elettronica, ma senza mai abbandonare gli studi classici. Sono passato sopra a tanti generi e non ho mai voluto limitare l’estro creativo di fronte ad esigenze commerciali. Voglio che le cose funzionino nonostante la sperimentalità e la necessità di dare libero sfogo al mio orecchio artistico. Probabilmente è anche per questo che stiamo riuscendo ad emergere dal resto.

Esiste un artista, un album e/o “semplicemente” un brano che ti ha portato ad avvicinarti alla musica?
Un buon artista è frutto di migliaia di influenze musicali che rende proprie, per poi applicarle come meglio crede. Quindi, nello specifico, non saprei chi menzionare, ma ti posso garantire che ho ascoltato e rubato (con le orecchie) da ogni dove.

Qual è invece, ad oggi, il brano a cui sei più legato?
Crybaby” di Lil peep. Questo brano mi rappresenta tantissimo, per una serie di vicende spiacevoli che mi hanno reso una persona molto cupa, cinica e solitaria.

Parlando della tua musica, come avviene il tuo processo creativo? Come nascono le tue produzioni?
Cerco letteralmente di cadere in trance. Una volta scavalcata la barriera della realtà, la musica emerge da sola; c’è da dire, però, che per arrivare ad un risultato soddisfacente bisogna restare con un piede dall’altra parte per mantenere il focus sull’obiettivo.

Poco fa abbiamo parlato della collaborazione con Matteo; in tal proposito, quali altri grandi artisti ti piacerebbe produrre, un giorno?
Mi piacerebbe produrre i nomi più sperimentali ed interessanti della scena Italiana, tipo Thasup.

Prima di salutarci, che augurio ti fai per il futuro?
Mi auguro di trovare la pace e la felicità facendo ciò per cui ritengo di essere nato…l’arte.

Grazie di cuore per la disponibilità. In bocca al lupo per tutto e alla prossima.
W il lupo. Vi ringrazio umilmente per la bella occasione. A presto!

Profilo Spotify dell’artista.

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