Rugo: “piena di yogurt” è il nuovo singolo

“piena di yogurt” è il nuovo singolo di Rugo, disponibile da martedì 9 giugno su tutte le piattaforme di streaming digitale via Virgin Music Group Italy.

Un brano veloce, nervoso, diretto.
Alternative rock ruvido e compulsivo che richiama una certa scuola underground italiana, dai Verdena più claustrofobici fino all’esplosione emotiva del noise anni 2000 dei Weezer, trasformando la monotonia quotidiana in un’implosione sonora.
Il nuovo singolo “piena di yogurt” nasce da una sensazione precisa: sentirsi intrappolati dentro una vita che si ripete uguale ogni giorno.

CREDITI
Il brano “piena di yogurt” è stato scritto da Francesco Ferrari.
Hanno contribuito alle pre-produzioni e suonato: Giovanni Gabrielli e Alessandro Frosini.
Il brano è stato co-prodotto, registrato, mixato e masterizzato da Michele Lai (c/o Redroom Recording Studio).
Immaginario visivo e rappresentazione fotografica: Francesco Ferrari.
Foto e post produzione copertina: Federico Vannelli.

Sveglia, lavoro, schermo acceso. Persone mai scelte. Ore che passano senza lasciare niente.
E nel frattempo qualcosa dentro continua lentamente a consumarsi.
“Passo le giornate davanti a un pc completamente anestetizzato.
Mi guardo intorno e mi chiedo se gli altri siano davvero vivi o semplicemente abituati”.

Il brano si muove come se si stesse sulla scrivania, tra esplosioni problematiche e momenti appesi, trascinando l’ascoltatore dentro un flusso di pensieri ossessivi, stanchezza mentale e rabbia repressa.

Nessuna retorica generazionale. Nessuna morale.
Solo la fotografia brutale di una condizione umana sempre più comune: vivere costantemente produttivi senza riuscire più a sentire niente.

A questo status, Rugo ha dato un nome: ha la faccia di un mostro, si chiama “Alienazione” e non cerca risposte.Accumula domande.
Quanto tempo della nostra vita appartiene davvero a noi? Quando abbiamo iniziato ad accettare tutto questo come normale? E soprattutto, quanto bisogna resistere prima di esplodere?

“Credo sia il pezzo più spontaneo che abbia mai scritto. Non volevo fare un discorso sociale. È stato più simile ad un esaurimento nervoso registrato. Sigillato”.

La produzione segue lo stesso impulso: chitarre sporche, tensione costante, batterie asciutte e un crescendo che sembra sul punto di crollare da un momento all’altro. Il risultato è un brano compatto, sfiancato, senza pause inutili. Una scheggia alternative rock che trasforma frustrazione, stanchezza e senso di estraneità in qualcosa di rumoroso, fisico e liberatorio.
Perché a volte l’unico modo per sentirsi ancora vivi è smettere di fingere che vada tutto bene.
“E poi, se al primo ascolto la reazione appare troppo violenta, questo mi sa che è un problema tuo”.

“Ecco di nuovo che ricado nel vortice.
È assurdo che tutto questo sia normale, perché sono costretto a passare la maggior parte del tempo della mia vita con persone che non ho scelto, a fare cose di cui non mi interessa niente e soprattutto a sentirmi costantemente fuori luogo, inadatto, improvvisato, inesperto?
Sono capitato qui per sbaglio, è evidente.
Passo le giornate a fissare lo schermo di un pc completamente alienato con le domande che mi frullano in testa e mi tritano il cervello. Perché non possiamo semplicemente essere come ci va di essere, fare quello che ci fa sentire vivi, perché sembra che ci sia da pagare per essere se stessi?
La cosa peggiore è che non riesco nemmeno a comportarmi come se fossi libero.
Perché sono impedito a staccarmi da questo sistema che tanto detesto, a non sentirmi colpevole perché diverso da chi invece in questo sistema ci sguazza? Ma poi che c’entra ora la colpa.

Ecco, ripartono le domande:
Ma chi ho davanti?
Sembra essere perfettamente inserito.
Lo sarà davvero o è solo abituato, costretto, sconfitto?
Basta! Ora faccio il matto”.

BIOGRAFIA
Dietro il nome Rugo c’è Francesco Ferrari, cantautore nato a Pisa e cresciuto tra Firenze e Lucca. Costruisce canzoni come stanze emotive: piene di dettagli, crepe, e passaggi segreti.
Rugo è un progetto che cresce per sovrapposizione di linee poco rette: parole, immagini e suono si muovono insieme in una scrittura che osserva da vicino le crepe della quotidianità.
Dopo l’EP indipendente “Panta Rei” e l’album “Affondo”, il progetto attraversa anni di silenzio discografico, ma non creativo. Una fase che l’artista descrive come “fuzzata”, ma che in realtà diventa la culla dei brani del nuovo album: in “può volare?” le crepe diventano porte.
Nel 2025 Rugo e la sua band (Giovanni Gabrielli, Alessandro Frosini) si chiudono per dieci giorni alla Redroom Recording Studio insieme al produttore e amico Michele Lai. Più che una registrazione è una convivenza: lo studio si fa casa ed i brani prendono forma tra chitarre sature, improvvise aperture melodiche e un’impellenza sonora che privilegia l’istinto alla rifinitura.
“cambia colore” è il primo singolo mostruoso estratto, “piena di yogurt” il secondo mostro alienato.

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